mercoledì 3 maggio 2017

Lettera aperta ai cittadini gallicanesi

A seguito delle dimissioni del Sindaco, è terminata ieri la mia esperienza politica ed amministrativa nel comune di Gallicano nel Lazio (Rm).

La buona regola vuole che l’ospite non vada via senza un doveroso saluto al padrone di casa. Formulo sin da subito le mie scuse per le manchevolezze, i limiti, le lacune o le cadute di tono e di stile in cui posso essere incorso, al dì là del mio volere di correttezza e rispetto verso tutti, fuori e dentro il “palazzo”.

Al momento del commiato, perciò, mi rivolgo a tutti i cittadini di Gallicano nel Lazio - unici padroni di casa del Comune - per un saluto non certo di circostanza.

Ho atteso che gli insulti reciproci tra opposte fazioni, tra manie di protagonismo di personaggi piccoli e tradimenti politici dell’ultim’ora, volgessero alla fine, prima di rivolgermi a Voi, così che queste parole possano non essere inghiottite nel gorgo viscido e torbido di una contesa che non mi appartiene più.

Grazie a Voi, ho potuto vivere il privilegio di un’esperienza straordinaria, non tanto sotto il profilo politico, quanto piuttosto sotto il profilo umano: essere candidato sindaco è il più alto riconoscimento al quale un cittadino possa ambire, un onore e un impegno che ho vissuto con grande passione e orgoglio. Della squadra costruita 4 anni fa, in pochi possiamo dire di aver tagliato questo traguardo insieme, o quanto meno, nella stessa parte politica di 4 anni fa. Ringrazio quanti sono rimasti al mio fianco sempre e fino alla fine.

Negli anni passati la politica gallicanese (e non solo) aveva trovato concordanza sufficiente su importanti progetti di stravolgimento del territorio, senza che la popolazione venisse informata.

In un contesto siffatto ho affermato e difeso, nei limiti del possibile, una diversa progettualità non casuale, che restituisse un futuro dignitoso a questo territorio. Una progettualità che rendesse giustizia all’identità territoriale di Gallicano e non la relegasse a succursale di Roma Capitale, a periferia della periferia. Una progettualità che restituisse giustizia e legalità ad una macchina burocratica ingolfata dal pressapochismo.

È per questo che ho fortemente voluto una stagione di battaglie intorno ai due principali progetti che sarebbero andati a deturpare per sempre un territorio irripetibile ed unico quale quello della Tenuta di Passerano: impianto a biogas e mega-cimitero.

Di questi due progetti che sembravano ormai in dirittura di arrivo, non una pietra è stata posta in terra. Di questo ne sono orgoglioso, come lo devono essere i miei colleghi di opposizione.

Quella di Gallicano è stata un’esperienza straordinaria, non facile, alla quale ho cercato sin da subito di dedicarmi totalmente in nome della fiducia ricevuta. Un impegno che ha portato via gran parte del tempo da dedicare alla mia famiglia e senza alcun tornaconto personale.

Un saluto va a tutti i colleghi consiglieri; al presidente uscente Valerio Bonamore il mio ringraziamento per la sempre dimostrata correttezza istituzionale, intellettuale e personale. Un ringraziamento che non avrà mai fine per Luciano Galli, la persona senza la quale tutto questo non sarebbe neanche iniziato, che ha pagato più di ogni altro il prezzo di aver sostenuto fortemente il sottoscritto e che ha dimostrato fino all'estremo passo delle dimissioni dall'Università Agraria la coerenza e l'adesione nelle battaglie portate avanti insieme.

Un ringraziamento ed un saluto dal profondo del cuore ai dirigenti ed agli operatori a vario livello dell’Amministrazione Comunale.

Rimane uno sguardo - amaro - al futuro: penso al dramma dei senza lavoro, alla crisi occupazionale. Proprio la tenuta di Passerano può essere un volano di occupazione, ma solamente se menti intelligenti, moderne e preparate sapranno fare tesoro di ciò che i nostri nonni ci hanno lasciato e tramandarlo tal quale alle future generazioni: sto parlando di sostenibilità. Il mondo ci invidia questi paesaggi, ci invidia la produzione agroalimentare e noi che facciamo? La copriamo di cemento armato? Stolti, idioti. Il mio augurio e raccomandazione è di saper leggere bene i prossimi programmi elettorali.

Infine. Ai giovani di Gallicano nel Lazio.

Ho sempre pensato a loro come ad una grande risorsa, il cui potenziale può essere più compiutamente valorizzato, nell’interesse dei cittadini e della loro crescita professionale.

Vogliano accettare questo saluto come un augurio, anche per il loro futuro.

Cari cittadini che leggete il mio messaggio, non voglio fare ricorso a nessuna espressione retorica, a nessuna chiusura ad effetto.

Vi chiedo semplicemente di accogliere il mio saluto affettuoso, per voi e le vostre famiglie, come un conoscente, un amico che saluta sull’uscio della vostra casa dopo un tempo trascorso insieme, felice di poter dire "ci ho provato" e senza il rimorso di dover dire "avrei voluto provarci".