giovedì 28 agosto 2014

#gallicanonellazio: polizia locale, costo standard e costo effettivo

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In questo grafico è rappresentato l'andamento negli anni del costo pro capite della Polizia Locale del Comune di Gallicano nel Lazio. Si va dai 40€ ca. del 2007, fino agli oltre 70€ del 2012. 

L'articolo 6, comma 1 del D.Lgs. 26/11/2010 n. 216, riguardante le "Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Province, Città Metropolitane e Comuni", determina anche il fabbisogno standard della Polizia Locale.

LA POLIZIA LOCALE
Le Funzioni di Polizia Locale si compongono di tre differenti servizi: la Polizia Municipale, la Polizia
Commerciale e la Polizia Amministrativa.
Con la locuzione Polizia Municipale si intende quel servizio di polizia attivo in Italia che viene fornito dagli Enti Locali, siano essi Comuni, Unioni di Comuni, Consorzi o Comunità montane, con competenza limitata al
territorio dell'Ente dal quale dipende e dalle Funzioni di Polizia ad esso attribuite dalla Costituzione e dalle leggi di attuazione.
I componenti il Corpo di Polizia Municipale sono agenti di Polizia Locale ai sensi della legge quadro n° 65/1986. Essi rivestono la qualità di agenti di Polizia Giudiziaria, oltre che la qualifica di agenti di Pubblica Sicurezza. Pertanto oltre che operare alle dipendenze del Sindaco, quale Capo dell'Amministrazione, esercitano le proprie funzioni sotto la direzione del Pubblico Ministero.
La Polizia Municipale è investita di una serie di attribuzioni e compiti istituzionali di notevole estensione e di
fondamentale importanza per la collettività locale. Essa si occupa non solo della viabilità e della regolazione del traffico, ma anche di compiti estremamente vari che comprendono attività di prevenzione e di repressione, di vigilanza e di accertamento, di carattere esecutivo, amministrativo o tecnico. Sono compiti modificati dal continuo evolversi della vita sociale e dalle necessità legate al progresso sociale.
La Polizia Commerciale è tenuta a una vigilanza diretta a verificare la regolarità della condotta degli esercenti la vendita, nelle varie forme stabilite dalla legge: commercio in sede fissa, commercio su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande. Tali compiti riguardano soprattutto i controlli relativi alle seguenti specifiche discipline: possesso dei documenti che legittimano l’attività commerciale, orari e giorni di vendita, pubblicità dei prezzi, vendite straordinarie, normativa sui pesi, norme e controlli per la tutela igienico-sanitaria degli alimenti e delle bevande, controllo delle autorizzazioni sanitarie, norme sull’etichettatura delle merci. Oltre al controllo dell’osservanza delle norme da parte dei commercianti il compito della polizia commerciale incide direttamente sulla tutela dei consumatori.
Il ruolo della Polizia Amministrativa si lega al decentramento di numerose funzioni di amministrazione attiva
dallo Stato agli Enti Locali che si esplica quindi nell’attività di regolamentazione di determinate attività, nella
valutazione dei rilasci di permessi per le medesime e nell’imposizione di sanzioni amministrative in caso di
violazioni.

IL CERTIFICATO DI BILANCIO
Il Certificato di Conto Consuntivo (CCC): la fonte informativa finanziaria per la misurazione della spesa delle
amministrazioni comunali è rappresentata dai CCC, resi disponibili annualmente dal Ministero dell’Interno. I dati rilevati nei CCC, per accertamenti/incassi e impegni/pagamenti, costituiscono una rappresentazione sintetica delle informazioni contabili iscritte nel Rendiconto al Bilancio di ciascuna Amministrazione Comunale. Nei CCC, i dati di spesa sono suddivisi in quadri e sono esposti, sia per le spese di parte corrente sia per gli investimenti, tramite una classificazione di tipo funzionale. È presente inoltre, per ciascuna funzione, un’articolazione per servizi che consente di evidenziare per le Funzioni di Polizia Locale: le spese afferenti la Polizia Municipale, le spese della Polizia Commerciale e della Polizia Amministrativa. Alla classificazione funzionale si aggiunge una distinzione per categoria economica che consente, per ciascuna funzione, di individuare le spese correnti secondo la seguente articolazione:
1. Personale;
2. Acquisto di beni di consumo e/o di materie prime;
3. Prestazioni di servizi;
4. Utilizzo di beni di terzi;
5. Trasferimenti;
6. Interessi passivi e oneri finanziari diversi;
7. Imposte e tasse;
8. Oneri straordinari della gestione corrente;
9. Ammortamenti di esercizio.


Dunque, se per ogni funzione il valore monetario del fabbisogno standard di ciascun comune è stato trasformato in una quota percentuale (fabbisogno standard dell’ente / somma dei fabbisogni standard di tutti gli enti) da usare come coefficiente di riparto dell’ammontare totale di risorse
(capacità fiscale standard + perequazione) attribuite al finanziamento di quella funzione e se il coefficiente di riparto del Comune di Gallicano è 0,000082238718 mentre l'ammontare totale delle risorse è pari a 2.629milioni di €, il risultato che si ottiene è:

216.205,60

che dovrebbe corrispondere al costo standard della polizia locale di Gallicano nel Lazio tenuto conto dei dati forniti dal MEF e dal COPAFF. Dunque molto meno degli oltre 433.000 € del consuntivo 2012.

Per le rate o dal dentista, il bonus non arriva nei negozi. Gli economisti: la misura ha arginato il calo dei consumi, ma spendere resta un tabù. Pensate che il bonus di 80 euro sia stata un'iniziativa efficace? http://ow.ly/AO7tw

 
Per le rate o dal dentista, il bonus non arriva nei negozi.
Gli economisti: la misura ha arginato il calo dei consumi, ma spendere resta un tabù. Pensate che il bonus di 80 euro sia stata un'iniziativa efficace? http://ow.ly/AO7tw

#peresempio: il sindaco di Sefro rinuncia allo stipendio per aprire l'asilo del paese

Il sindaco rinuncia all'indennità, e grazie ai soldi risparmiati l'asilo del paese può riaprire. Accade a Sefro, piccolo comune dell'entroterra montano di Macerata: 425 abitanti appena. Il primo cittadino, Giancarlo Temperilli, eletto con una lista civica, ha vinto la battaglia sulla quale aveva impostato la campagna elettorale: riaprire l'asilo trovando minimo otto iscritti, come impone la normativa sugli asili di montagna.
 "Ad aprile - spiega - l'asilo era stato chiuso perché si erano iscritti solo cinque bambini. A settembre invece in classe ci saranno 11 alunni, ai quali il Comune pagherà la mensa e il trasporto scolastico".

mercoledì 27 agosto 2014

#tasse, notizie ed info dalla CGIA di Mestre.

Area Stampa

26/08/2014

TASI. Su negozi e capannoni è in arrivo il salasso
  Rispetto al 2013, quest’anno il prelievo potrebbe aumentare di 1,6 miliardi di euro     In attesa che entro il prossimo 10 settembre i circa 5.900 Comuni che non l’hanno ancora fatto deliberino l’aliquota Tasi, il prelievo fiscale su negozi e capannoni potrebbe subire quest’anno un forte aumento: sui primi di circa 140 euro [...]
 

Area Stampa

16/08/2014

TASSE. E’ in arrivo la stangata di fine agosto
  L’Ufficio studi della CGIA stima che entro la fine di agosto i contribuenti italiani dovranno versare all’Erario oltre 29 miliardi di euro di imposte     Ad agosto, come una buona parte degli italiani, anche il fisco non va in ferie. Lo sanno bene i contribuenti italiani, in particolar modo le imprese e i [...]
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Area Stampa

14/08/2014

DEBITI. Le famiglie italiane sono indebitate per 19.251 euro
  Le famiglie italiane sono indebitate per un importo medio pari a 19.251 euro. Complessivamente, i “passivi” accumulati con le banche e gli istituti creditizi ammontano a 496,5 miliardi di euro. I dati sono riferiti al 2013.     A livello territoriale, denuncia l’Ufficio studi della CGIA, le province più “esposte” sono quelle lombarde. Al [...]
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lunedì 25 agosto 2014

#autismo Pianeta-Autismo: nasce il social network italiano per le famiglie

Pianeta Autismo è il nuovo social network che mette in rete le famiglie e i professionisti che si occupano di disturbi dello spettro autistico.

L’obiettivo è quello di permettere alla famiglie di raccontare le proprie esperienze, di trovare situazioni simili alle proprie per potersi confrontare sulle varie problematiche che questo disturbo comporta sia dal punto di vista patologico, sia dal punto di vista famigliare e di sostegno. Pianeta Autismo, inoltre sarà uno strumento per partecipare e proporre sondaggi e avviare anche richieste di provvedimenti alla politica italiana.

giovedì 21 agosto 2014

Lettera di Abramo Lincoln al maestro di scuola di suo figlio

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c'è un eroe, per ogni egoista c'è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall'invidia e gli faccia riconoscere l'allegria profonda di un sorriso silenzioso.
Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma gli conceda anche il tempo per distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli. Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti. Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e gli faccia imparare a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri. Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo. Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono. Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e lo esorti a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione. Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l'acciaio.
Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore e gli insegni ad avere fiducia anche in se stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini. So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro

#solidarietà: l'album dei desideri

Ci sono dei posti nel mondo che almeno una volta nella vita vale la pena di incontrare. Sì, di incontrare. Perché un luogo si può vedere, si può anche visitare, ma ci sono dei luoghi in particolare che bisogna proprio incontrare. 

Si tratta di alcuni piccoli villaggi in Kenya. Nella periferia di Malindi. Senza acqua, senza corrente elettrica. Nell'ultimo viaggio che ho fatto, insieme a mia moglie abbiamo conosciuto un sacerdote cattolico della diocesi di Malindi, nella parrocchia di Msabaha: padre John. Abbiamo scelto di aiutarlo. Se volete sapere come e perché, leggete il resto dell'articolo.

Autismo, "non è cieco, non è sordo, cammina": l'Inps toglie l'accompagno

ROMA – Non è sordo, non è cieco, cammina: quindi, non è autistico. E perde l’accompagno. Non è uno scherzo, ma è quanto ha stabilito, alcune settimane fa, la commissione dell’ Inps di Pozzuoli, dopo aver “visitato” Luigi, un ragazzo di 15 anni che, fino a questo momento, aveva ricevuto regolarmente l’accompagno, per via del disturbo autistico regolarmente certificato. Disturbo confermato anche, poche mesi fa, dalla visita per la104, che gli ha riconosciuto un autismo grave, di livello 4. A denunciare il caso è Ugo, fratello di Luigi, che chiede aiuto in rete e subito mette in moto la macchina della solidarietà on-line: decine, in poche ore, i commenti e i consigli che il suo post riceve. E non sono pochi quelli che riferiscono di aver vissuto la stessa esperienza. 

mercoledì 20 agosto 2014

Funzionamento dell'accesso ai fondi UE

Accesso ai fondi dell'UE

L'Unione europea (UE) sostiene gli imprenditori e le imprese con un ampio ventaglio di programmi europei (2007-2013) garantendo prestiti, garanzie, capitale di rischio e altre forme di finanziamento azionario. Questi strumenti finanziari sono gestiti da intermediari finanziari come le banche, i fondi di capitale di rischio e altri istituti finanziari.

Il funzionamento

La decisione di erogare un prestito, una garanzia o un finanziamento di capitale azionario o di rischio viene presa dall'istituzione finanziaria locale. Le condizioni del finanziamento (importo, durata, tassi di interesse e commissioni) variano in base all'istituzione finanziaria erogante.

I Fondi strutturali e di investimento europei

Cinque principali fondi operano congiuntamente a supporto dello sviluppo economico di tutti i paesi dell’Unione europea in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020:
Tutte le regioni dell’Unione europea possono beneficiare dei fondi FESR e FSE, mentre solo le regioni in ritardo di sviluppo possono ricevere il sostegno del Fondo di coesione.
Strumenti finanziari
Quattro strumenti finanziari forniscono assistenza tecnica (Jaspers e Jasmine), agevolano l’accesso delle PMI al microcredito (Jeremie) e sostengono lo sviluppo delle aree urbane (Jessica).
Fondo di solidarietà dell’Unione europea
Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) interviene in caso di calamità naturali.
Strumento di assistenza preadesione
Lo Strumento di assistenza preadesione (IPA) fornisce assistenza ai paesi candidati o potenziali candidati all’ingresso in Unione europea.

45 PROGETTI PER IL LAZIO

La visione programmatica regionale individua alcune priorità di intervento per uno sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo del territorio laziale: 45 “azioni cardine” che saranno realizzate nel medio-lungo periodo attraverso l’utilizzo integrato di tutte le risorse disponibili (Fondi europei, risorse nazionali, bilancio regionale) e che rappresentano un’opportunità concreta per cittadini, associazioni, imprese e istituzioni del Lazio.
Qui di seguito sono elencati tutti i progetti/azioni, organizzati per le macroaree individuate nella vision regionale (*).
Ciascuna azione è illustrata attraverso una scheda sintetica che descrive la tipologia di intervento, i soggetti e i territori interessati, le criticità da risolvere e gli obiettivi da raggiungere.

(*) Solo la prima macroarea, “Una regione moderna che aiuta lo sviluppo”, non prevede la realizzazione di interventi finanziabili, perché riguarda esclusivamente azioni di efficientamento e riorganizzazione amministrativa.

sabato 16 agosto 2014

La Sharing Economy, figlia della green economy?

La sharing economy è un nuovo modello economico basato sull’accesso a beni e prodotti tramite la condivisione, il baratto, il prestito, il cambio e lo scambio, la locazione, la donazione e il noleggio anzichè sul loro possesso in esclusiva.

Nel 2011, la sharing economy o economia di condivisione era stata indicata da Time come una delle 10 idee che avrebbero cambiato il mondo. Dopo alcuni anni il fenomeno è in tale espansione che la Nielsen, Società leader mondiale per le analisi di mercato sugli acquisti di famiglie e consumatori ha ritenuto di effettuare in merito un’indagine che ha visto coinvolti 30.000 intervistati di 60 Paesi.

Il Report “Is Sharing the New Buying?”, individua le motivazioni che spingono gli utenti di queste community alla “condivisione”, per quali prodotti e servizi (sono maggiormente disponibili), dove il fenomeno è (più) diffuso e presenta margini di ampliamento.
"Le comunità di condivisione hanno dato vita a una rivoluzione economica che non può essere sottovalutata - ha dichiarato John Burbank, Presidente Iniziative strategiche di Nielsen - Il collegamento ad internet per attività come lo shopping, la gestione delle risorse finanziarie, la conduzione di ricerche e guardare i video sono diventati parte integrante della routine quotidiana per molti. Vi è ora un livello di comfort definito che ha aperto la porta alla condivisione di beni personali via internet che sarebbe stata incomprensibile anche solo pochi anni fa”.
Se è vero che le nuove tecnologie multimediali hanno avuto un ruolo determinante nella diffusione del fenomeno, e la crisi economico-finanziaria iniziata nel 2007, e tuttora in corso, ha spinto i consumatori a connettersi con i cosiddetti mercati peer-to-peer che trasformano risorse non utilizzate in occasioni di reddito e posti di lavoro, si deve riconoscere che, al di là dell’esplosione delle tecnologie digitali e della crisi, è in atto un cambiamento culturale che può riassumersi nella formula “Cradle to Cradle”, per mutuare il titolo del libro (2002) di William McDonough e Michael Brangart, tradotto anche in Italia (“Dalla culla alla culla. Come conciliare tutela dell'ambiente, equità sociale e sviluppo”), intesa come efficienza delle risorse e assenza di rifiuti, quella che ora l’UE chiama “economia circolare”.
Non è facile, comunque, circoscrivere in una formula la “sharing economy”, come ha riconosciuto di recente anche Rachel Botsman, co-autrice del libro “What’s Mine Is Yours: The Rise Of Collaborative Consumption” (2010), che ha ispirato l’omonima community (Collaborative Consumption), dal momento che nel frattempo il fenomeno è diventato così dirompente da avere delle modificazioni, come peraltro è inevitabile.
Per i fautori “puri” del “consumo collaborativo”, come altrimenti viene denominata la sharing economy, è dirimente la presenza di una “transazione finanziaria” che, viceversa, costituisce la motivazione principale (68% degli intervistati) della condivisione dei beni, secondo il rapporto Nielsen, anche se il 66% si dice disponibile a prendere a prestito prodotti da altri consumatori.
Ma cosa sono disposti a condividere? 
Più di un quarto degli intervistati a livello mondiale (28%) dice di essere disposto a condividere o noleggiare dispositivi elettronici, forse per la loro portabilità e la natura non personale. Seguono poi gli utensili elettrici (23%), biciclette (22%), abbigliamento (22%), articoli per la casa (22%), attrezzature sportive (22%) e automobili (21%). Elementi di condivisione meno popolari includono l’abbigliamento outdoor da campeggio (18%), i mobili (17%), la casa (15%) e la moto (13%).
Non solo beni materiali, dal momento che più di un quarto degli intervistati a livello mondiale (26%) è desideroso di condividere la propria proprietà intellettuale, sotto forma di lezioni o servizi. 
 
Il consumo condiviso, almeno nelle intenzioni, è più diffuso nei Paesi emergenti e in quelli asiatici rispetto a quelli del Nord America e dell’Europa.
Sono soprattutto i più giovani, quelli di età compresa tra i 18 e i 34 anni, i più propensi alla condivisione.
Per quanto riguarda gli italiani, si evidenzia che il 71% degli italiani è disposto a condividere la propria auto, percentuale che si abbassa al 37% per gli strumenti elettronici, al 33% per gli abiti per occasioni particolari.
L’idea di condividere non implica necessariamente la presenza fisica di un oggetto, basti pensare che il 43% dei nostri connazionali è desideroso di condividere il proprio sapere via internet, attraverso corsi di lingua o lezioni di musica, che richiedono semplicemente capacità e tempo.

Sia le grandi che le piccole aziende si trovano in difficoltà a posizionarsi all’interno di questo panorama, mentre le start-up, soprattutto quelle che sviluppano questo tipo di interazioni, sono già predisposte a questo modello collaborativo e a loro le aziende tradizionali potrebbero approcciarsi per accedere a tali mercati.
Di certo la sharing economy non soppianterà l’economia tradizionale, ma a queste innovazioni bisognerà apprestare grande attenzione, anche se non è facile intercettare i consumatori collaborativi, ed alcune aziende si muovono nella direzione on demand ovvero dell’offerta su richiesta. Le resistenze delle lobby, tuttavia, cercheranno di bloccare tali servizi, come ha dimostrato quanto accaduto a Milano, dove l’amministrazione comunale si è mossa nel tentativo di limitare l’attività della Uber, l’azienda di San Francisco diventata famosa per offrire un servizio di auto a noleggio con conducente, attraverso una applicazione per cellulare.

È certo, comunque, che il consumatore è sempre meno disposto ad assumere un comportamento passivo e non disdegna di fare l’imprenditore.

Tratto da "Regionieambiente"

venerdì 15 agosto 2014

Governance locale, un modello concreto

Pubblicata il 7 agosto, la prassi di riferimento "Linee guida per la governance di un Ente locale attraverso il coinvolgimento della comunità di riferimento e delle parti interessate" (scarica il documento).
Il documento, frutto della collaborazione tra UNI e il Comune di Capannori (LU), è una linea guida che fornisce una serie di indicazioni per la governance di un Ente locale in grado di prendere ed attuare decisioni per perseguire obiettivi e risultati condivisi, grazie ad azioni che assicurino il coinvolgimento e la partecipazione delle parti interessate, ed in particolare della propria comunità di riferimento. Il documento specifica le modalità di attuazione di scelte sostenibili attraverso la capacità di fare rete, informare, comunicare e rendere conto – nell'accezione di accountability – fornendo esempi pratici in relazione alle tematiche ambientali, sociali e di partecipazione.
Prendendo spunto dalle numerose attività ed esperienze vissute in un decennio dall’Amministrazione Comunale di Capannori, da maggio 2004 a maggio 2014, il documento si rivolge ad altre amministrazioni pubbliche desiderose di percorrere un cammino di novità nel modello di governo di un Ente locale, e si propone l’obiettivo di individuare e fornire delle linee guida e di indirizzo anche attraverso la descrizione puntuale di progetti reali e di esperienze pratiche condotte in un territorio piuttosto articolato, costituito da 40 frazioni, con una popolazione intorno ai 46.500 abitanti.
Nel documento sono descritte le diverse fasi che caratterizzano il processo decisionale per la governance di un Ente locale, partendo dall'analisi del contesto e dalla definizione degli obiettivi, ed introducendo il concetto che al centro di tutte le azioni di governo ci debba essere il coinvolgimento della comunità di riferimento e delle parti interessate, anche e soprattutto nell'ottica di una innovativa forma di democrazia diretta, partecipata, che si esplicita e concretizza nella capacità di ascolto e di dialogo tra i cittadini e l'Ente locale. La prassi di riferimento si struttura in modo da prevedere una valutazione sia degli strumenti operativi che permettono di raggiungere gli obiettivi prefissati, che dei principi alla base di un'efficace comunicazione ed informazione, rivolte all'interno e all'esterno della comunità. Alla base dell'intero documento vi è il principio dell'importanza fondamentale di una vision di quello che potrà essere un territorio e una comunità, puntando sul concetto di "sviluppo etico", improntato alla sostenibilità ambientale, sociale – cultura, formazione, sicurezza e benessere dei cittadini – ed economica – diritto al lavoro, tessuto economico e produttivo – quale elemento innovativo per la valorizzazione di un territorio e della comunità che lo abita.
La prassi di riferimento UNI/PdR 9:2014 “Linee guida per la governance di un Ente locale attraverso il coinvolgimento della comunità di riferimento e delle parti interessate” è disponibile e liberamente scaricabile dal sito UNI.
Si ricorda che le prassi di riferimento (vedi le prassi sinora pubblicate >>) non sono norme ma documenti, al servizio della normazione stessa e del mercato, che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di elaborazione ristretta ai soli autori, sotto la conduzione operativa di UNI.
Una risposta tempestiva, dunque, alle richieste del mercato in rapida e continua evoluzione.

giovedì 14 agosto 2014

I finanziamenti diretti della Comunità Europea: PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Le piccole medie imprese (PMI) possono partecipare a programmi su obiettivi specifici – ambiente, ricerca, salute, competitività e innovazione – finanziati dalla Commissione Europea

Istat: rapporto ambiente urbano 2014

E' stato pubblicato il rapporto IStat sulla Qualità dell'ambiente urbano 2014.
Ecco le maggiori tendenze:
Nel 2013, per il secondo anno consecutivo, si riducono i tassi di motorizzazione nei capoluoghi di provincia: 613,2 autovetture e 132,7 motocicli ogni mille abitanti (rispettivamente -0,9 e -0,6% nel confronto con l'anno precedente 2012). Più marcato il calo della domanda di trasporto pubblico locale, che scende da 201,1 a 188,6 passeggeri annui per abitante.
Si diffondono le iniziative a favore della mobilità sostenibile: cresce l'offerta di car sharing, presente in 23 città (soprattutto al Nord) e quella di bike sharing, attivato in 66 città. Dei 116 capoluoghi, 36 dispongono di almeno 34 km di piste ciclabili.
Si conferma il trend di miglioramento della qualità dell'aria per le polveri sottili: rispetto al 2012 diminuisce da 52 a 44 il numero di capoluoghi dove il valore limite per la protezione della salute umana previsto per il PM10 viene superato per più di 35 giorni. Miglioramenti si riscontrano al Nord (da 37 a 32) e, in proporzione, soprattutto al Centro (da 9 a 6). Nel Mezzogiorno si evidenzia un peggioramento in Campania (da 2 a 4 dei capoluoghi della regione).
In 17 capoluoghi sono state attuate politiche di limitazione della circolazione del traffico privato di tipo sia emergenziale (a seguito di superamenti dei valori limite di un inquinante), sia programmato (a scopo preventivo o di riduzione progressiva delle emissioni); 28 capoluoghi hanno limitato la circolazione solo con blocchi programmati.
Sono 88 i comuni che nel 2013 hanno effettuato attività di misurazione del rumore finalizzate alla verifica del rispetto dei valori limite imposti dalla normativa (erano 91 nel 2012).
Nel 47,9% dei controlli è stato riscontrato almeno un superamento dei limiti dell'inquinamento acustico (-5,1 punti percentuali rispetto al 2012).
Nel 2013, il verde urbano pubblico rappresenta il 2,7% del territorio dei comuni capoluogo di provincia, oltre 577 milioni di m2 (+0,7% rispetto all'anno precedente) che corrispondono ad una disponibilità media di 32,2 m2 per abitante.
Ricadono in "aree naturali protette" oltre 3.200 km2 del territorio dei capoluoghi (pari al 15,8%). In 43 comuni è stata individuata una rete ecologica, a tutela del mantenimento della biodiversità anche in ambito urbano.
Sono 57 le amministrazioni che hanno attivato orti urbani da dare in gestione ai cittadini.
Testo integrale (pdf 898 KB)
Indice delle tavole (pdf 72 KB)
Tavole (zip 1 MB)
Nota metodologica (pdf 166 KB)

Ebola: epidemia costruita a tavolino per sostenere il businnes di Big Pharma



A cura della Redazione Autismo e Vaccini agosto 2014

Tutti sanno che quando si impara ad andare in bici non lo si dimentica più; è una questione di “memoria procedurale”. Identico meccanismo si adatta benissimo per smascherare gli sporchi affari di Big Pharma: una volta imparata la tecnica di diffusione della malattia, per commercializzare il relativo prodotto, non la si dimentica più. E questo vale anche per l’attuale epidemia di Ebola.
Per decenni gli scienziati hanno pensato che non esistessero anticorpi efficaci contro il virus, ma nel 2012 la ricerca della US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases ha dimostrato che una combinazione di anticorpi è in grado di fermare il virus. Così, in contemporanea, altri laboratori di tutto il mondo sono stati chiamati a testare identico cocktail di anticorpi.
Il messaggio evidenziato appare chiaro e inequivocabile sul sito web The Scripps Research Institute, una delle più grandi organizzazioni di ricerca del mondo, privata, senza scopo di lucro [dicono loro], impegnata nella scienza biomedica di base, segmento fondamentale della ricerca medica che cerca di comprendere i processi fondamentali della vita.
Già …. e tra i processi fondamentali della vita, così insegnano nelle Università di Medicina, c’è anche la morte ….. la morte di poveri cristi, deboli e analfabeti, sui quali si è deciso di testare farmaci contro Ebola, mai verificati sull’essere umano, a tal punto da scatenare una torrida epidemia che, qualora proseguisse ad espandersi, darebbe origine a una pandemia globale che, per questioni sanitarie internazionali, comporterebbe la soppressione delle più elementari libertà individuali. E’ questo il caso odierno della Liberia, dove la Signora Presidente della nazione ha dichiarato in diretta televisiva che “alcune libertà civili potrebbero dover essere sospese“.
Qui di seguito è possibile apprendere l’elenco di coloro che sono impegnati nel Consorzio guidato dalla Scripps Research Institute
Ed ora riteniamo opportuno ricordare ai nostri lettori i passaggi essenziali che non sono diffusi dai media, i quali sono troppo impegnati ad offrire realtà precostruite alle quali bisogna credere senza pensare. Ognuno di voi tragga le proprie conclusioni.
1) nel 2012 la ricerca della US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases [USAMRIID] ha dimostrato che una combinazione di anticorpi è in grado di fermare il virus;
2) nel mese di gennaio 2014 ha inizio la Fase 1 delle sperimentazioni cliniche della Tekmira Pharmaceuticals Corporation che dosa per la prima volta nell’essere umano un suo prodotto contro Ebola;
3) la scheda OMS n. 103, aggiornata a marzo 2014, riporta al secondo capoverso della voce “Signs and symptoms“
“ [..... omissis .....] Virus Ebola è stato isolato, 61 giorni dopo l’insorgenza della malattia, dallo sperma di un uomo che è stato infettato in un laboratorio“.
In medicina legale questo punto rappresenterebbe la certezza del criterio cronologico e del criterio qualitativo di un’azione dannosa.
4) coincidenza vuole che, sempre a marzo 2014, il consorzio farmaceutico guidato da Scripps Research Institute ottiene un finanziamento premio di 28 milioni di dollari dal NIH [National Institutes of Health] per trovare e proporre il miglior trattamento per virus Ebola. Di questo consorzio fa parte la Mapp Biopharmaceutical, il cui ruolo nella vicenda sarà descritto a breve, impegnata da un paio d’anni nella ricerca scientifica in merito a virus Ebola.
5) altra Università presente direttamente sul luogo del delitto è la Tulane University che svolge attività di ricerca in Sierra Leone [epicentro dell'epidemia] sulle armi biologiche, anch’essa per conto della US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases [USAMRIID];
6) la Tulane University scrive sul proprio sito:
“We’re working on vaccines and medicines for Ebola and other hemorrhagic fevers” ….. “The solutions are coming.”
Più chiara di così non può essere descritta l’attività di ricerca in essere;
7) anche la GlaxoSmithKline del Regno Unito è coinvolta nella ricerca sul vaccino Ebola, in Sierra Leone, attraverso la controllata società svizzera Okairos, acquistata nel 2013, giusto in tempo per l’epidemia Ebola, che collabora a sua volta con il Vaccine Research Centre dei National Institutes of Health [NIH] degli Stati Uniti;
8) i farmaci di sintesi vegetale, negli ultimi dieci anni, hanno generato un sacco di chiacchiere ma hanno avuto poco effetto sulla produzione commerciale, con alcuni successi isolati di farmaci della Pfizer e della Protalix Biotherapeutics approvati dalla FDA nel 2012. L’approccio è stato nuovamente portato alla ribalta proprio questa settimana, quando un farmaco prodotto dalla pianta del tabacco è stato utilizzato per il trattamento di due persone che avevano contratto virus Ebola. Kentucky Bioprocessing, una unità del gigante del tabacco Reynolds American, ha prodotto il farmaco che è stato sviluppato da Mapp Biopharmaceutical. Il processo di produzione è simile ai passaggi per altri farmaci vegetali: i laboratoristi infettano le piante di tabacco con un virus che include il codice genetico; dopo che le piante sono infettate dal virus cominciano a produrre gli anticorpi dai quali sarà estratto il principio attivo. Così è stato prodotto ZMapp, il siero miracoloso che contrasta Ebola, iniettato ai due medici statunitensi che hanno contratto virus Ebola sul luogo dell’epidemia in Africa. Piccolo particolare: anche in questo caso gli effetti del farmaco non sono mai stati valutati sull’essere umano.
A tutto questo manifesto giro d’affari aggiungiamo la notizia odierna che, a nostro avviso, desta maggiore preoccupazione, perché rappresenta l’anticamera di una disposizione sanitaria globale da parte dell’OMS: i centri statunitensi per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione [CDC] hanno emesso una allerta di alto livello per virus Ebola in Africa occidentale.
Una pandemia rappresenterebbe una manna dal cielo per Big Pharma. Sieri miracolosi o vaccini [circa al 2015] che siano, pur non essendo ancora certificati per uso umano, saranno richiesti a gran voce dal grande pubblico. Il che “costringerà” le autorità di controllo a licenziarlo celermente, procedendo a tappe forzate ….. e sarà un bel business ….. sulla nostra pelle.

mercoledì 13 agosto 2014

#Campolibero: le misure a sostegno dei giovani agricoltori


Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato approvato definitivamente nel Dl Competitività il piano di azioni 'Campolibero', proposto dal Ministro Maurizio Martina, con un intervento organico per il settore.

Molte misure a favore dei giovani, come i mutui a tasso zero, la detrazione al 19% per affitto dei terreni a under 35 e lo sgravio di 1/3 della retribuzione lorda per assunzioni più stabili. Introdotte anche le deduzioni Irap, che possono arrivare fino a 10.500 euro per lavoro a giovani e donne nelle Regioni al Sud. Spazio anche alla semplificazione con la creazione del registro unico dei controlli, l'estensione dell'uso della diffida prima delle sanzioni amministrative e la dematerializzazione dei registri. Per le imprese, anche della pesca e dell'acquacoltura, tre crediti d'imposta: due al 40% per investimenti fino a 400mila euro per innovazione e per reti d'impresa e uno al 40% fino a 50mila euro per e-commerce.

Il Ministro Martina ha sottolineato che "Campolibero rappresenta una svolta per l'agricoltura, perché erano anni che non veniva approvato un pacchetto di azioni coordinato e così consistente per il settore. È stata fondamentale la collaborazione tra Governo e Parlamento, che si è tradotta rapidamente in atti concreti a sostegno di un settore strategico. Sono molto orgoglioso di quanto fatto da quando lanciammo la proposta a Verona fino all'approvazione di oggi. Grazie al grande lavoro congiunto di Ministero e Parlamento possono diventare realtà alcune scelte forti sia sulla semplificazione che sul sostegno all'occupazione, all'impresa e all'innovazione. Abbiamo mandato - ha aggiunto Martina - un segnale politico positivo, dando vita a una buona pratica. Abbiamo tenuto uniti due concetti fondamentali: fare quello che serve all'agricoltura e farlo nel più breve tempo possibile. Questa è la conferma che l'agroalimentare è tra i grandi temi e le priorità di questo Paese".

Queste le principali misure di "Campolibero":

GIOVANI
- Mutui a tasso zero;
- Detrazione per affitto dei terreni al 19% per giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli fino a 35 anni;
- Incentivi all'assunzione di giovani con contratto a tempo indeterminato o determinato di minimo 3 anni, con sgravio di 1/3 della retribuzione lorda;

LAVORO
- Deduzioni Irap per ogni lavoratore assunto con contratto a tempo determinato di almeno 3 anni e per almeno 150 giornate all'anno:
 1) un importo pari a 3.750 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo di imposta, aumentato a 6.750 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni;
 2) un importo fino a 7.500 euro, su base annua, per ogni lavoratore dipendente impiegato nel periodo d'imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, aumentato a 10.500 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni; tale deduzione è alternativa a quella di cui al numero 1), e può essere fruita nel rispetto dei limiti derivanti dall'applicazione della regola de minimis di cui al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e successive modificazioni;
 3) il 50 per cento dei contributi assistenziali e previdenziali relativi ai lavoratori assunti con il contratto a tempo determinato avente le caratteristiche indicate sopra.
- Rete del lavoro agricolo di qualità contro il sommerso e per promuovere la regolarità delle imprese agricole, certificandone l'attività;

SEMPLIFICAZIONI
- Registro unico dei controlli;
- Estensione della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie;
- Dematerializzazione dei registri;
- Semplificazioni nel settore vitivinicolo;

INNOVAZIONI D'IMPRESA
- Credito d'imposta per innovazione e sviluppo di prodotti e tecnologie al 40% degli investimenti fino a 400mila euro;
- Credito d'imposta per nuove reti d'impresa di produzione alimentare al 40% degli investimenti e fino a 400mila euro;
- Credito d'imposta per l'e-commerce di prodotti agroalimentari al 40% degli investimenti e fino a 50mila euro;
- Avvio del sistema di consulenza aziendale in agricoltura;

SICUREZZA
- Rafforzamento azioni nella Terra dei fuochi con possibilità di ampliare i controlli;

OGM
- Introduzione di sanzioni per chi coltiva Ogm in Italia e rafforzamento degli strumenti per assicurare l'effettività del divieto sul territorio nazionale.

Ufficio Stampa
 
 
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Asilo italiano a Gaza distrutto da Israele, "Mai utilizzato per scopi militari"


Vento di Terra comunica la distruzione da parte dell’esercito israeliano del centro per l’infanzia “La Terra dei Bambini”, un’oasi di pace a difesa dei diritti dell’infanzia nel villaggio beduino di Um al Nasser, Striscia di Gaza.

Um al Nasser, Striscia di Gaza, 20 luglio
La fanteria e i blindati israeliani hanno occupato il villaggio di Um Al Nasser nella notte del 17 luglio, obbligando l’intera comunità a lasciare le case. Una lunga fila di civili, in prevalenza a piedi, si è diretta sotto un intenso bombardamento verso il campo profughi di Jabalia. Sono ora ospitati principalmente nelle scuole dell’UNRWA: mancano medicinali, cibo, generi di prima necessità e acqua potabile.
Questa mattina ci è stata confermata la notizia che l’esercito israeliano ha raso al suolo “La Terra dei Bambini”, struttura finanziata dalla Cooperazione italiana e visitata lo scorso 17 gennaio dalla Presidente della Camera Laura Boldrini. Il centro per l’infanzia ospitava un asilo con 130 bambini e un ambulatorio pediatrico. Oltre al Centro per l’infanzia, che rappresentava un modello di eccellenza in termini di architettura bio climatica e di metodologia educativa, è stata demolita la nuova mensa comunitaria, inaugurata solo due mesi fa, che forniva pasti ai bambini e alle famiglie povere del villaggio.
Vento di Terra ONG gestisce il progetto dal suo avvio nel 2011, ed è testimone del fatto non sia mai stata utilizzata per scopi militari e non sia avvenuto alcun contatto tra lo staff e le milizie armate islamiste. La “Terra dei bambini” rappresentava un’oasi a difesa dei diritti dell’infanzia, che l’esercito israeliano, messo al corrente di tutte le fasi del progetto, ha deciso senza alcuna giustificazione di demolire. Un’esperienza unica, in un panorama caratterizzato da decenni di conflitto, occupazione e devastazione è stata messa cinicamente a tacere.
Vento di Terra Ong richiede al Ministero degli Esteri Italiano e alla Unione Europea, alla Conferenza Episcopale Italiana, principali finanziatori del progetto, di realizzare gli opportuni passi verso il Governo Israeliano perché renda conto di un’azione gravissima che coinvolge, oltre la comunità locale, direttamente il Ministero stesso, l’Unione Europea e la Cooperazione Italiana, che il progetto hanno finanziato e sostenuto in questi anni.

Il Presidente di Vento di Terra Ong 
Massimo Annibale Rossi

Finanziamenti agevolati con il decreto del fare 69/2013



Il Decreto del Fare (Dl n. 69/2013 ) ha introdotto, all'art. 2, un incentivo per l’acquisto di attrezzature, macchinari, software, hardware, tecnologie digitali. Le imprese possono chiedere un finanziamento agevolato su un fondo  fino ad esaurimento fondi. La misura è stata chiamata “Sabatini-bis” per la somiglianza con l’agevolazione già in vigore nel passato.

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Cemento "Coast to coast" - lo studio del Wwf

Quella ‘Grande Bellezza’ che confina col mare in 25 anni cancellata in più parti dal cemento: pur mantenendo angoli suggestivi e intatti, la visione di insieme fornita dall’ultimo Dossier del WWF “Cemento coast-to coast: 25 anni di natura cancellata dalle più pregiate coste italiane” restituisce, con schede sintetiche e foto da satellitari a confronto, l’immagine di un profilo fragile e bellissimo martoriato da tante ferite. Il dossier analizza con schede sintetiche l’evoluzione della situazione delle regioni costiere, mettendo a confronto i dati di oggi con quelli di 25 anni fa, con il supporto di immagini tratte da Google Earth e il quadro d’insieme è una vera e propria trasformazione metropolitana delle coste italiane.
Il WWF segnala 312 macro attività umane che hanno sottratto suolo naturale lungo le nostre ‘amate sponde’ per far spuntare dal 1988 a oggi villaggi, residence, centri commerciali, porti, autostrade, dighe e barriere che hanno alterato il profilo e il paesaggio del nostro paese facendo perdere biodiversità e patrimonio naturale. Un pezzo strutturale della nostra economia è stato così mangiato dal cemento, a scapito di un’offerta turistica balneare (soprattutto in aree di qualità) che coinvolge migliaia di aziende. Dalla cava del 2003 della Baia di Sistiana in Friuli occupata poi da un mega villaggio turistico alla Darsena di Castellamare di Stabia in Campania, dall’urbanizzazione della foce del Sangro in Abruzzo al porto turistico ampliato e villaggio turistico sulla foce del Basento in Basilicata sono alcune delle ‘case history’ illustrate in una simbolica foto gallery regione per regione. Le più ‘colpite’ Sicilia, Sardegna e soprattutto la costa adriatica che rappresenta il 17% delle coste italiane ma dove meno del 30% del waterfront è libero da urbanizzazioni. Persino le aree costiere cosiddette protette non sono state risparmiate: su 78 SIC o ZPS difesi dalla Rete Natura 2000 europea il WWF ha censito 120 interventi “antropici” tra cui darsene, villaggi, etc. Dei circa 8.000 chilometri di coste italiane quasi il 10 % sono artificiali e alterate dalla presenza di infrastrutture pesanti come porti, s

trutture edilizie, commerciali ed industriali che rispecchiano l’intensa urbanizzazione di questi territori in continuo aumento e dove si concentra il 30% della popolazione. Finora le aree protette costiere si sono rivelate ottimi strumenti per contenere questa pressione e per valorizzare correttamente i territori, ma si tratta di ambiti limitati in un sistema disordinato e non gestito.
E a peggiorare le cose, il fatto che di tanta meraviglia non esista un ‘custode’ unico visto che ad oggi nessuno sa chi realmente governi le nostre coste: la gestione è ‘condivisa’ a livelli molto diversi (Stato, Regioni, Enti locali) con una frammentazione di competenze che ha portato spesso a sovrapposizioni, inefficienze, illegalità, e complicazioni gestionali e di controllo. Dalla legge sulla "Protezione delle bellezze naturali’ del 1939, all’articolo 9 della Costituzione che tutela il paesaggio, passando per la Convenzione Ramsar sulle zone umide del 1971, senza dimenticare la Convenzione di Barcellona per la protezione del Mediterraneo e la Convenzione sulla diversità biologica di Rio del 1992, non mancano certo le leggi a tutela delle coste ma nonostante questo non si sa chi le governi.
“In un quarto di secolo abbiamo cancellato e imprigionato, coprendole di cemento, l’incomparabile bellezza delle nostre dune sabbiose, compromesso irrimediabilmente la macchia mediterranea, i boschi costieri e le aree di riposo e ristoro, come stagni costieri e foci di fiumi, per migratori – ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia - Non solo bellezza che scompare o natura cancellata, ma una ricchezza economica che sperperiamo e che solo una visione miope e scellerata può consentire. L’attenzione e la cura sono ancora più urgenti, sono scelte obbligate, se pensiamo a quanto impatto avrà il turismo nei prossimi anni sulle nostre coste: 312 milioni di presenze stimate dall’Agenzia Europea per l’Ambiente nelle sole zone costiere del Mediterraneo. Gestione integrata, uso sostenibile e attento, rinaturalizzazione dovranno essere le parole chiave del futuro, magari investendo in un lavoro di recupero e riqualificazione delle nostre coste, speculare a quello invocato da Renzo Piano per le aree periferiche delle grandi città. Se si riuscirà a fare tutto questo tra 10 anni la fotografia dallo spazio sarà meno inclemente e potremo dire di essere riusciti a salvare la nostra ‘Grande Bellezza’ che confina col mare”.
“Si pensa che lo scempio delle coste sia legato al passato, agli anni del boom delle seconde case e della grande speculazione edilizia o del raddoppio delle concessioni demaniali del 2000: purtroppo non è così perché l’invasione del cemento non si è mai fermata - ha dichiarato Gaetano Benedetto, direttore politiche ambientali del WWF Italia - Il WWF chiede di invertire la tendenza alla cementificazione attraverso due semplici cose: estendere i vincoli paesaggistici di tutela dai 300 metri ai 1000 metri di battigia e applicare una moratoria di tutte le edificazioni lungo la fascia costiera fino all’applicazione dei nuovi piani paesaggistici, che tra l’altro, dovrebbero essere già vigenti. Non si tratta di un problema solo ambientale: salvare le coste dal cemento vuol dire salvare un pezzo strutturale della nostra economia”.

SINTESI DEL DOSSIER
IL WWF PER LE COSTE:
Nel corso degli anni il WWF ha testimoniato l’aggressione progressiva alle coste italiane con vari Dossier: dal censimento puntuale degli anni ’90 con il progetto ‘Oloferne’ sulle coste ancora ‘libere’ dal cemento all’attenzione ai piani paesaggistici come quello della Sardegna, fin alla riconversione e a bonifica delle aree industriali, da Taranto a Porto Torres, da Marghera a Milazzo, da Bagnoli a Falconara, fino all’istituzione e gestione delle aree protette. Il WWF ha poi segnalato e denunciato i problemi della portualità e dei transiti navali fino a tutti quelli interventi che accentuano e favoriscono l’erosione o la trasformazione costiera. Il dossier “Cemento-coast to coast” fa’ il punto generale richiamando con forza tutti i soggetti coinvolti ad una responsabilità di tutela, mettendo a confronto dati e immagini che analizzano un’evoluzione in 25 anni.
UN QUARTO DI SECOLO DI CEMENTO COSTIERO: IL PRIMATO A ADRIATICO, SICILIA E SARDEGNA
Secondo il Dossier dal nord al sud nessuna regione costiera è esclusa, ma le ferite peggiori riguardano Sardegna e Sicilia, con 95 e 91 casi rispettivamente di nuove aree costiere invaso da cemento. In Sardegna , dopo un Piano paesistico che prometteva di correre ai ripari dalla cementificazione selvaggia delle coste, nel 2009 sono stati annullati i vincoli aprendo a nuove edificazioni all’interno dei 300 metri dal mare e ampliamenti di cubatura, per la maggiorparte documentati dal WWF. Il ‘caso studio’ quello di Cardedu, con due villaggi turistici e un’urbanizzazione a schiera costruiti in barba al vincolo paesaggistico. In Sicilia le poche aree che si salvano sono quelle ‘protette’, il resto è stato messo a dura prova: l’elenco degli insediamenti spuntati in questi 25 anni e segnalati nel Dossier è lungo, con il ‘caso studio’ di Campofelice di Roccella dove sorge una vasta area edificata in area vincolata.
La costa adriatica è la più urbanizzata dell’intero bacino del Mediterraneo. Dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia i quasi 1.500 km di costa adriatici rappresentano il 17% delle coste italiane ma meno del 30% del waterfront è libero da urbanizzazioni. Negli anni ’50 quasi 1000 km sui totali 1472 (64%) del fronte adriatico erano privi di costruzioni ed altre strutture accessorie, configurando un paesaggio costiero oggi inimmaginabile. Se si escludono le Marche (con solamente il 21% di costa libera), il Friuli era quasi alla metà, mentre Veneto, Emilia e Abruzzo sfioravano il 70%. Per Molise e Puglia la costa era per oltre l’80% totalmente libera da urbanizzazione.
Tra gli anni ’50 e il 2001 la popolazione dei comuni costieri (CM) è aumentata di quasi 770.000 abitanti (poco meno del 28%), mentre, nello stesso periodo, l’aumento di popolazione in Italia è stato del 20%. In particolare in Abruzzo, Molise e Puglia le coperture urbanizzate aumentano da 8 a 10 volte, contro le 5 volte dell’Emilia o le tre volte del Veneto (sempre tenendo conto della presenza di lagune costiere in quest’ultimo caso). Gli interventi di urbanizzazione effettuati sulla costa adriatica italiana negli ultimi 50 anni denunciano una evidente carenza di programmazione e delineano un quadro piuttosto pessimistico in termini di inversione o controllo del fenomeno. I dati più rilevanti che emergono dalla ricerca sono quelli relativi alle dinamiche di crescita di circa il 400% della densità di urbanizzazione nei comuni costieri, ma in particolare del 300% nella fascia costiera dove negli anni ’50 circa i due terzi dei 1472 km della linea di costa fossero liberi da costruzioni e altre strutture, mentre questo valore si riduce drasticamente a meno di un terzo dopo il 2000 (466 km), con una velocità media di avanzamento delle urbanizzazioni stupefacente, pari a circa 10 chilometri l’anno (poco meno di 30 m al giorno).
IERI PARADISI NATURALI, OGGI DARSENE E VILLAGGI TURISTICI
La mappatura satellitare utilizzata in questo lavoro non perdona nemmeno le aree naturali costiere, habitat fragili come dune, scogliere, paludi e steppe: le foto utilizzate e messe a confronto con lo status degli anni passati delle cosiddette Aree Natura 2000 che la stessa Unione Europea ci chiede di proteggere (SIC e ZPS) sono scomparse pezzo dopo pezzo. In 25 anni, in ben 78 piccoli paradisi naturali, al posto di ginepri, gigli di mare, stagni pullulanti di fenicotteri e aironi, foreste il WWF ha censito 120 interventi diversi di cui il 40% sono strutture ricettive, il 29% dighe e darsene e il 23% nuove urbanizzazioni. Anche in questo caso le regioni più colpite si confermano la Sardegna e la Sicilia con 35 e 25 casi che riguardano in gran parte nuove strutture ricettive. Un quadro che conferma quanto denunciato quest’anno dallo stesso ISPRA che ha definito lo stato di conservazione complessivo degli habitat costieri di interesse comunitario “non soddisfacente” (cattivo o inadeguato) per l’86,7% a fronte di un dato medio di tutti gli habitat presenti in Italia del 67,6%.
LA RICETTA “SALVACOSTE” DEL WWF:
La ‘ricetta’ per sfruttare in maniera intelligente e non devastante il potenziale patrimonio naturale costiero deve essere una sua gestione integrata e sostenibile. La vera sfida è invertire la tendenza alla ulteriore cementificazione della nostra fascia costiera anche attraverso una MORATORIA che l’Associazione chiede a Governo, Regioni e Comuni; inoltre garantire il rispetto delle normative e adottare politiche fiscali incentivanti sui comuni per la conservazione di ciò che resta ancora ‘libero’ da cemento lungo le coste, come già accade in qualche Paese europeo.
Un potenziale per le economie locali e il lavoro è anche quello che potrebbe derivare dal ripristino di vecchie cave (spesso occupate da costruzioni) o delle foci di fiumi distrutti e dune cancellate, un lavoro di ‘rammendo’ delle nostre coste, speculare quello invocato dall’architetto Piano per le aree periferiche delle grandi città.

martedì 12 agosto 2014

Scoperto il farmaco che cura la leucemia. Verrà prodotto da la Roche.



Una luce di speranza per chi vive nel tunnel della malattia.Una pietra miliare. In Italia le stime parlano di circa 1.600 nuovi casi ogni anno di leucemia linfocitica cronica tra gli uomini e 1.150 tra le donne. Si parla di una “pietra miliare”: Il gruppo Roche ha ricevuto l’approvazione europea per un nuovo farmaco per curare la leucemia. È stato sviluppato nel corso degli anni in Penzberg.Entrerà a breve in commercio il nuovo farmaco chiamato “Gazyvaro” che era stato sviluppato negli ultimi anni da specialisti in Penzberg, dove si produrrù il farmaco anche per il mercato mondiale.A Penzberg nell’istituto di biotecnologie vegetali della Roche Diagnostics si parla di un “grande evento” per il lavoro svolto dai ricercatori, una “pietra miliare”. Per gli Stati Uniti, “Gazyvaro” aveva già ricevuto l’approvazione, dove è stato classificato come una svolta terapeutica. Poi ha seguìto l’approvazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali per l’UE. Secondo Roche, il nuovo farmaco migliora il trattamento della forma più comune di cancro del sangue nell’età adulta, la leucemia linfatica cronica. Nel confronto diretto alla terapia standard con MabThera, il Gruppo, riducendo Gazyvaro in combinazione con la chemioterapia in pazienti con leucemia linfocitica cronica, presenta un rischio di progressione della malattia o il verificarsi di morte del 61 per cento.La leucemia linfatica cronica (LLC) è una neoplasia ematologica dovuta a un accumulo di linfociti nel sangue, nel midollo osseo e negli organi linfatici (linfonodi e milza).I linfociti sono cellule del sistema immunitario che sorvegliano l’organismo e attivano le difese nei confronti di microorganismi o cellule tumorali e si distinguono in B o T in base al tipo di risposta che sono in grado di attivare.Nella LLC uno di questi linfociti (per lo più un linfocita B) subisce una trasformazione maligna e produce un clone linfocitario, cioè un insieme di un gran numero di cellule uguali tra loro che non rispondono più agli stimoli fisiologici e diventano immortali. Continuano così a riprodursi e ad accumularsi nel sangue, nel midollo osseo, negli organi linfatici (linfonodi e milza) e, talvolta, anche in altri organi. È la leucemia più comune nel mondo occidentale ed è tipica nell’anziano. L’età media alla diagnosi è attorno ai 65 anni e meno del 15% dei casi viene diagnosticato prima dei 60 anni.Come molti tumori, anche la LLC può essere provocata da fattori ambientali che interagiscono con caratteristiche genetiche dell’individuo. Non sono stati identificati fattori di rischio modificabili dall’individuo, ma diversi studi hanno dimostrato che fattori genetici o familiari possono predisporre allo sviluppo della malattia.Nei parenti di primo grado di pazienti affetti da LLC l’incidenza è maggiore rispetto a quella osservata in una popolazione normale di controllo.Colpisce ogni anno circa 5 persone su 100.000 e l’incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. In Italia le stime parlano di circa 1.600 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 1.150 tra le donne.In più della metà dei pazienti, la LLC viene diagnosticata per caso, nel corso di un esame del sangue per altra ragione, oppure perché si nota un linfonodo ingrossato a livello del collo, delle ascelle o dell’inguine. Infatti in circa due casi su tre la diagnosi avviene in uno stadio ancora senza sintomi. Il sintomo più frequente è l’adenopatia generalizzata: i linfonodi appaiono di consistenza elastica e non sono dolorosi al tatto ed è frequente anche l’ingrossamento di milza (splenomegalia) e fegato (epatomegalia). Con il progredire della malattia possono comparire altri sintomi comuni anche alle altre leucemie e sono provocati dall’invasione del midollo osseo da parte delle cellule maligne: stanchezza, pallore e palpitazioni per via dell’anemia; emorragie per la riduzione delle piastrine. L’aumento dei linfociti impedisce la produzione nel midollo osseo delle altre cellule di difesa: si parla quindi di immunodeficienza, che predispone all’insorgenza di infezioni.Circa 5 pazienti su 100 presentano anche disturbi autoimmuni, cioè producono anticorpi contro il proprio organismo, in particolare contro le altre cellule del sangue, che vengono quindi distrutte (anemia emolitica e piastrinopenia).

Sabato 20 settembre a Roma l’assemblea nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio

Sabato 20 settembre (dalle ore 9,30 fino alle ore 18) il Forum nazionale terrà la sua quarta assemblea a Roma.

Ci si augura che la scelta della città possa consentire logisticamente l’arrivo da ogni parte d’Italia di singoli aderenti, dei referenti degli oltre 150 Comitati Salviamo il Paesaggio locali e dei rappresentanti delle 968 organizzazioni che danno vita al questa grande aggregazione.

Non sarà un convegno nè una conferenza ma una assemblea fortemente improntata all’operatività: a quasi tre anni dalla costituzione, infatti, è ora ben chiaro il percorso sin qui seguito e le molte azioni sviluppate in innumerevoli direzioni. Ora, però, il confronto si sposta per decidere alcune scelte prioritarie:

a. definire gli aspetti essenziali organizzativi ed operativi per il prossimo percorso del Forum; il 20 settembre scade il secondo lungo mandato dell'attuale coordinatore nazionale (Alessandro Mortarino) e occorre dunque provvedere a nominare un nuovo coordinatore singolo oppure un team di persone che si occupi dei molti aspetti della gestione della segreteria;
b. discutere di come portare “a sistema” le battaglie territoriali e le azioni generali del Forum nazionale;
c. ragionare quale percorso attivare per incidere nel dibattito parlamentare sulle numerose Proposte di Legge presentate in merito al “contenimento del consumo di suolo agricolo e al riuso del patrimonio edilizio esistente”;
d. decidere lo sviluppo da imprimere al documento di linee guida per una norma nazionale diretta allo stop del consumo di suolo/territorio (proposta di legge popolare ? …);
e. definire le modalità di rilancio della campagna nazionale per il “censimento del cemento” (a maggio scorso oltre 4.000 Comuni italiani hanno variato i loro consigli comunali …);
f. valutazione di un possibile percorso legato agli studi di Paolo Maddalena sulla “funzione sociale” di immobili e terreni inutilizzati;
g. Varie ed eventuali (si acettano proposte nel form di iscrizione).

Il programma della giornata:

Dibattito assembleare dalle ore 9,30 alle 13;
Pausa pasto (in loco) dalle ore 13 alle 14;
Conclusioni assembleari dalle ore 14 alle 15,30;
Interventi tematici dalle ore 15,30 alle 18.

Sin d’ora si chiede di confermare la vostra presenza ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE, compilando il form online, così da consentirci di gestire al meglio la vostra permanenza all’assemblea e la sua migliore programmazione:

Iscriviti online all’assemblea >

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INFORMAZIONI

Luogo dell'assemblea di Roma sarà il Parco delle Energie (Ex Snia) in via Prenestina 173.

 

Come chiedere finanziamenti a fondo perduto per la Regione Lazio

Al giorno d’oggi, le gravi difficoltà economiche in cui versa il Paese rendono difficile pensare di poter avviare un’attività imprenditoriale, di mettersi in proprio, o semplicemente anche di espandere o ingrandire un’attività già esistente.
A livello istituzionale però molto spesso vengono stanziati dei fondi che servono proprio per aiutare chi ha, o intende avviare, un’impresa, che o debbono essere restituiti in un secondo momento, oppure possono essere a fondo perduto.
I finanziamenti a fondo perduto in sostanza vengono erogati senza che venga prevista la restituzione di buona parte della somma; per questo vengono in genere concessi da enti pubblici, Stato o anche dalla Comunità Europea. Vengono concessi a fasce considerate deboli o svantaggiate, ad esempio le donne, o i giovani.
Il modo per accedere a dei finanziamenti a fondo perduto se si risiede nella regione Lazio è quello di consultare continuamente i bandi, perchè l’erogazione viene regolata da concorsi pubblici.
I bandi si possono visualizzare sul sito della Regione, o su altri siti specializzati come ad esempio questo.

Contributi imprenditoria femminile 2014 – € 40.000 con il bando “We Women for Expo”



All'interno di Expo Milano 2015 viene promosso il concorso WE - Women for Expo rappresenta un'opportunità straordinaria per coinvolgere e nutrire nuove proposte ideative con vitalità, creatività e responsabilità imprenditoriale.
 
WE – Progetti delle donne intende valorizzare il talento femminile e promuovere l’iniziativa, l’intraprendenza, la creatività e l’imprenditorialità delle donne.
Il concorso WE – Progetti delle donne è rivolto ad imprenditrici e aspiranti imprenditrici, che abbiano un progetto il cui avvio possa dare un contributo significativo all'empowerment femminile, all'innovazione, alla sostenibilità ambientale ed economica. L’obiettivo è mettere al centro il punto di vista femminile sul tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Il concorso è aperto alle idee imprenditoriali delle donne che vivono sul territorio italiano nei settori di riferimento di Expo Milano 2015.
Il concorso We – Progetti delle donne ha l’obiettivo di raccogliere le migliori idee imprenditoriali di donne sul territorio italiano che abbiano uno stretto legame con i settori rilevanti per Expo Milano 2015.

La partecipazione al concorso è riservata a imprese femminili in via di costituzione o di nuova costituzione.
L’obiettivo è di raccogliere e premiare le idee che affronteranno in maniera creativa ed innovativa i settori di riferimento, in particolare saranno premiati i progetti che dimostreranno maggior attenzione nei confronti della tematica dell’empowerment femminile, dell’innovazione intesa come metodologia di business e di promozione dello stesso, della sostenibilità sia ambientale che economica, dell’impatto inteso come bacino effettivo e potenziale del progetto.

Ai primi due progetti imprenditoriali individuati verrà assegnato un premio in denaro, a fondo perduto, del valore di 40.000,00 € per il primo classificato e di 30.000,00 € per il secondo classificato.
Inoltre, al migliore progetto imprenditoriale proposto dai partecipanti con età inferiore a 35 anni, verrà assegnato un premio in denaro, a fondo perduto, di 10.000,00 € (“Premio Vivaio”).

Le candidature possono essere presentate in forma singola o associata e dovranno essere inviate entro il 31 ottobre 2014 tramite l’apposito formulario online.
Leggi il bando al seguente link.

Per maggiori informazioni
email: bandiwe@paditexpo2015.com
posta la tua domanda all’interno del forum di assistenza

Finanziamenti a fondo perduto 2014 per gli autotrasportatori fino a € 9.200

BENEFICIARI

Imprese di autotrasporto di merci, di qualsiasi dimensione, attive sul territorio italiano, in regola con i requisiti di Iscrizione al Registro elettronico nazionale e all’Albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi.
Ogni impresa può presentare una sola domanda di contributo.

TIPOLOGIA DI SPESE AMMISSIBILI

a)   acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci in conto di terzi di massa massima complessiva a pieno carico da 3,5 a 7 tonnellate, a trazione alternativa a gas naturale o biometano;
b)   acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci in conto di terzi di massa massima complessiva a pieno carico pari o superiore a 16 tonnellate, a trazione alternativa a gas naturale o biometano;
c) acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO e che siano tali da innalzare il livello di tutela ambientale.
Sono incentivati gli acquisti di veicoli, immatricolati per la prima volta in Italia, avviati a partire dalla data di pubblicazione del Decreto e conclusi entro il 31 maggio 2015; per gli incentivi di cui alle lettera a) e b) il termine di conclusione degli investimenti è fissato al 30 novembre 2015 per i soli veicoli non dotati di omologazione alla data di pubblicazione del Decreto.

CONTRIBUTO

Il contributo è così modulabile a seconda dell’intervento scelto :
a) l’incentivo è pari a 2.400 euro;
b) l’incentivo è pari a 9.200 euro;
c) l’incentivo è pari al 20% dell’intero costo di acquisizione con tetto massimo del contributo di 4.500 euro, aumentato al 25% con tetto massimo di 6.000 euro, ove ricorra almeno uno dei seguenti casi:
il nuovo mezzo sia dotato di Pneumatici di classe C3 con coefficiente di resistenza al rotolamento inferiore a 8,0 kg/g (classe di efficienza energetica da A ad E di rolling resistance), dotati di Tyre Pressure Monitoring System (TPMS);contestualmente con l’acquisizione vi sia radiazione di un rimorchio o semirimorchio con più di 10 anni di età. La radiazione (ovvero la dichiarazione del demolitore di impegnarsi a richiederla) dovrà essere di data successiva rispetto alla pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta ufficiale.
Gli incentivi sono incrementati del 10% in caso di piccole medie imprese che ne facciano espressa richiesta nella domanda.

FASI E TEMPISTICA

Domande ammesse ad agevolazione fino al 30 novembre 2014.
(Fonte:www.mit.gov.it)
A cura di: Dott.ssa Alessandra Gervasi