lunedì 15 aprile 2013

Gallicano, Galli: “candidato a sindaco per interpretare voglia di novità e cambiamento. Da Sordi-Accordino scelte sbagliate”

Tratto da EccoLaNotiziaQuotidiana
Il 26 e 27 maggio, a Gallicano nel Lazio, si terranno le elezioni per decidere chi prenderà il posto di Danilo Sordi alla guida del Comune. Uno dei candidati è Mario Galli, 29 anni e rappresentante del ‘Comitato per Gallicano’.
A poco più di un mese dall’appuntamento elettorale, Galli ha le idee chiare sull’attuale situazione politica e amministrativa del paese: “Gallicano è governato dalle stesse forze politiche da quasi vent’anni – ha detto Galli- cioè dal dopo-tangentopoli. Negli ultimi due mandati, quelli dell’attuale sindaco Danilo Sordi e del vicesindaco Marcello Accordino, l’amministrazione comunale si è chiusa sempre più, senza ascoltare tutti i cittadini, ma solo persone vicine all’attuale maggioranza. Proprio contro questo comportamento si sono scontrati non solo i paesani, ma anche chi, negli ultimi anni, è venuto ad abitare a Gallicano, e non ha trovato riferimenti istituzionali”.

martedì 2 aprile 2013

Luci blu per accendere riflettori su autismo

ROMA - Luci blu in luoghi simbolo del mondo, come l'Empire State Building a New York , l'Arco di Costantino a Roma e il Cristo Redentore di Rio de Janeiro, per accendere i riflettori sull'autismo e conoscere meglio un mondo complesso, difficile, e con tante sfaccettature . Sarà celebrata così, oggi, la giornata mondiale di consapevolezza sull'autismo, istituita dall'Onu nel 2007 per sensibilizzare su una sindrome che compromette a vari livelli l'interazione sociale e la comunicazione rendendo stereotipati comportamenti, interessi e attività.
Secondo le ultime stime, in Italia, a confrontarsi quotidianamente con il problema dell'autismo sono circa 400mila famiglie, ma ricavare dati precisi su questa realtà composita non è semplice e bisogna farlo tenendo conto di due fattori: l'età, perché non è sempre possibile identificare nei primi mesi di vita alcuni sintomi, e la gravità del disturbo, che nei casi meno difficili consente di condurre una vita abbastanza autonoma mentre in quelli più complessi può portare alla completa non autosufficienza. A spiegarlo è Carlo Hanau dell'Angsa (Associazione nazionale genitori soggetto autistici), che sottolinea anche come di autismo si parli ancora troppo poco.

Stop al falso pietismo nei confronti dei disabili


Per una festività pasquale all’insegna della solidarietà, abbiamo deciso quest’anno di proporre ai nostri lettori un’intervista cortesemente rilasciataci da Angela Rendo, una coraggiosa mamma catanese che coordina da tempo sulla rete internet le ‘mamme H’. Si tratta di un'associazione di madri con figli disabili gravi e gravissimi che chiedono a viva voce una vita più dignitosa per i loro bimbi. Grazie a internet e a Facebook si sono trovate e riunite in rete nello sforzo comune di rivendicare il diritto di esistenza dei loro figli. Rappresentate da un logo, un simpatico mix tra Wonder Woman e Pallina, testimonial di una vecchia pubblicità di Carosello, si sono definite ‘H’ perché questa lettera è muta: uno status nel quale si trova a vivere il 10% degli italiani, sia direttamente, sia di riflesso. Non ci sono vere e proprie cariche all’interno del gruppo, perché ciascuna di loro lavora e comunica con l’esterno per far sentire la voce di tutte. Così è anche per Angela, mamma di un bimbo affetto da una malattia rara. Lungo il suo difficile percorso di vita ha dovuto documentarsi per capire che cos’era realmente il mondo della disabilità, arrivando a comprendere tutte le diverse sfaccettature a esso correlate. La sua umiltà e generosità d’animo le hanno dato modo di andare oltre al proprio problema personale, rendendosi pienamente consapevole di quanto ci fosse da fare in questo particolare settore, a partire dal sostegno psicologico ai disabili, che viene spesso a mancare, o alle tante norme che non vengono applicate con coerenza. Da alcuni anni, Angela si batte, ormai a livello nazionale, nell’assistere e nell’organizzare ‘in rete’ tantissime altre mamme che hanno incontrato questa problematica, e sono in molte a indicarla come l’autentica capofila e anima ispiratrice del movimento delle ‘mamme H’. Chiediamo a lei, quindi, come è organizzato questo network e quanta strada c’è ancora da percorrere per i disabili nel campo delle pari opportunità.

Amurri, la storia di un disabile che non ama il "pietismo"

QUESTO libro ti spappola il cuore, è il commento su twitter del regista Giovanni Veronesi dopo aver letto Apnea (Fandango), l' esordio di Lorenzo Amurri, la storia vera di un incidente di sci che lo ha reso tetraplegico. Non può muovere braccia e gambe, l' 80% del corpo è insensibile. Classe 1971, figlio dello scrittore Antonio Amurri (scrittore, paroliere, autore di popolari programmi televisivi), una famiglia di artisti. La sorella Valentina è autrice tv e radio, il fratello Franco regista. Lorenzo ventenne era un chitarrista di talento, sesso, droghe e rock and roll. Apnea, scritto in due anni e mezzo con la nocca del mignolo della mano destra, già nella classifica di vendita, si candida come rivelazione dell' anno.

Storia di Antonio, ragazzo autistico senza più terapie

SASSARI. Antonio è un ragazzino autistico che nei primi anni della sua esistenza ha vissuto in un mondo a parte espresso perlopiù con suoni inarticolati e accessi di rabbia incontrollabili. Oggi, a 14 anni, ha conseguito il diploma di terza media affrontando gli esami come i suoi compagni. Abbraccia la mamma e la bacia, guarda negli occhi le altre persone e ha uno splendido rapporto con il papà.
Sembrerebbe una storia a lieto fine ma non lo è. Antonio da due anni non viene seguito in alcuna struttura sanitaria, in pratica non fa più le terapie riabilitative che hanno portato ai risultati attuali. E non certo per cattiva volontà dei genitori, anzi. Sono proprio loro che vogliono denunciare di trovarsi in una strada senza uscita, di non sapere a chi rivolgersi per fare in modo che al proprio figlio venga riconosciuto il diritto di essere curato, che il lavoro e l’immane fatica fatti fino ad oggi non siano stati inutili. «Io vorrei spiegare a tutti - dice Maria Grazia - il senso di solitudine che noi viviamo tutti i giorni rispetto alla condizione di Antonio. Siamo disperati, arrabbiati ma anche molto spaventati perché ci chiediamo che cosa potrebbe succedere a nostro figlio un domani che noi non ci saremo più. Chi se ne occuperà se lui non potrà diventare autonomo? È una prospettiva alla quale non voglio neppure pensare ma so che soltanto attraverso una terapia adeguata potrà avere una chance. Perciò lotterò con tutte le mie forze perché questo accada».